Chi Siamo

La nostra storia

Ciao, siamo Maria Gabriella e Andrea.

Siamo prima di tutto una coppia da 20 anni (!) che sta ancora imparando a volersi bene giorno per giorno.

Si sono aggiunti nel tempo 2 figli e così da oltre 10 anni siamo diventati genitori e abbiamo imparato ad amare questa nuova avventura nell’avventura.

Grandi Gioie e scoperte ma anche fatica, frustrazione, paure. Come tutti.

Innamorati, con le lauree (Maria Gabriella in Lettere moderne e Andrea In filosofia) ancora piuttosto fresche e un lavoro, siamo partiti in Venezuela dove abbiamo vissuto per 5 anni ristrutturando un improbabile e piccolo ex monastero trappista per farlo diventare un luogo “olistico” di seminari.

Quando siamo partiti per il Venezuela non avevamo le idee chiare del perché, se non che avevamo forse voglia di guardare il nostro mondo, le nostre vite ancora molto giovani, da lontano come capita quando ti allontani da qualcuno perché hai bisogno di una nuova prospettiva. Avevamo anche molta voglia di esplorare il mondo.

E’ stata una esperienza che ci ha permesso di entrare a contatto con una cultura più lenta, molto diversa dalla nostra, più a contatto con la natura, con la semplicità delle cose e dell’animo. In questo lungo viaggio di anni abbiamo poco a poco scoperto che esistono diversi modi, spesso nascosti allo sguardo più superficiale, di vedere le cose, di interpretarle, di risolvere i problemi.

Laggiù, in modo inaspettato la cultura del “biologico”, dell’alimentazione naturale, delle terapie alternative sembrava già molto più diffusa. Forse per la vicinanza culturale e geografica agli Stati Uniti, forse per una istintiva apertura alle proprie radici indigene dove lo sciamano o un “curandero” (guaritori di campagna) è in qualche modo sempre di casa.

Maria Gabriella aveva iniziato a soffrire di emicrania poco prima di partire dall’Italia e si trovava a letto alcuni giorni ogni mese. Il suo corpo non le permetteva neppure di prendere degli antidolorifici perché li rigettava. Abbiamo cominciato a osservare che ognuno ti propone una soluzione, un rimedio, a volte opposto a quello di un altro. Tutto ciò genera confusione. Poi tutti ci offrivano rimedi esterni, per quanto non “chimici”.

Abbiamo cominciato a presagire che la soluzione potesse stare dentro di noi. E non fuori. Che ci dovesse essere un senso profondo anche in un sintomo. Sì, anche in quel doloroso e insistente sintomo fisico. Che la nostra intera vita avesse un senso preciso e che non fossimo qui per caso. Che noi siamo co-responsabili di quel che ci accade e che il nostro vissuto emotivo (e dell’anima?) giochi un ruolo fondamentale nella nostra salute.

Poi la revolucion di Chavez nel giro di qualche anno ci ha condotti a mollare la presa su quella scelta e quel progetto di vita e siamo tornati in Italia perché la situazione socio-economica del Venezuela stava degenerando e diventando insostenibile e pericolosa.

Non è stato semplice iniziare di nuovo a vivere in Italia, ma non appena abbiamo ripreso stabilità abbiamo cominciato a seguire la nostra intuizione che i sintomi, tutti i sintomi hanno un preciso significato e un preciso messaggio da rivelarci.

E’ iniziato così per entrambi un periodo di formazione, di seminari, di studio intenso. Maria Gabriella ha poi sentito di farne la sua professione e ormai da oltre 10 anni accompagna le persone ad ascoltare i propri sintomi. Nel 2012, dopo la pubblicazione del libro “la guarigione è dei pazienti” abbiamo fondato Ascolto Biologico, un progetto rivolto all’ascolto dei sintomi come porta di accesso all’incontro con se stessi e alla possibilità di vivere la propria vita in accordo con il proprio sentire e la propria missione.

Sperimentiamo quotidianamente con sempre rinnovata meraviglia la saggezza del corpo e l’intelligenza dei suoi meccanismi di autoguarigione. E siamo in continua osservazione e ricerca rispetto al senso e al profondo significato che la cosiddetta malattia ha nella vita dell’individuo.

Negli anni l’essere genitori ci ha permesso di toccare con mano e sulla pelle dei nostri figli la potenza dell’ascolto dei sintomi come chiave di ascolto dei nostri figli e dei loro bisogni, e di scegliere rispetto alla loro istruzione dei percorsi più vicini ai loro bisogni e della loro straordinaria capacità innata di autoapprendimento.

Genitori Qui e Ora è il naturale prolungamento del primo progetto Ascolto Biologico. Oggi Siamo genitori e al di là di tutti gli studi ed esperienze professionali accumulate in tanti anni sentiamo che essere genitori è la pratica quotidiana per noi essenziale per poter parlare ad altri genitori e poter essere loro di aiuto.

Quello di cui parliamo è quello che viviamo, sudiamo e mettiamo a prova sulla nostra pelle. Ogni giorno.

Questo viaggio che ormai dura da oltre 20 anni ci ha insegnato a cercare le verità lontano dai luoghi ufficiali, privilegiando quei saperi antichi, quelli che partono dalle cose come sono, dalla osservazione della natura, dalla biologia. Ciò non significa che non ci siano studi, ricerche scientifiche che fondino e avvalorino i percorsi che proponiamo. Al contrario la scienza sta sempre di più andando in questa direzione. Tuttavia non tutta la scienza, ma quella meno “urlata” quella che ha meno spazi sui media, nelle università, ma che sta creando solide basi per un paradigma non più ottusamente meccanicistico.

Per noi oggi la cosa più importante è stare in contatto con noi stessi, con le nostre sofferenze, le nostre frustrazioni, con le nostre emozioni e aiutare i nostri figli a fare lo stesso.

Abbiamo bisogno di imparare a stare nel Qui e Ora. Come reti gettate che lasciano passare l’acqua e i suoi contenuti senza trattenere. In pieno corpo.

La nostra Missione

Con questo progetto, Genitori Qui e Ora, ci proponiamo di accompagnare i genitori nell’ascolto dei sintomi dei propri figli e nell’esplorare i percorsi e modalità di apprendimento più vicine ai loro naturali bisogni e inclinazioni.

Qui e ora è quella modalità dell’essere in cui il passato e il futuro non ti tirano per la giacca dalla loro parte. Il passato facendoti sentire rimorsi e rimpianti. Il futuro facendoti provare ansia, paura e stress.

Questa modalità, se la traduciamo nell’essere genitori, cambia tutto. Proprio tutto. Questa è la nostra esperienza ed è il messaggio che vogliamo portare ai genitori. Perché possano sperimentare cosa significa stare nel momento presente e cosa succede nella relazione coi propri figli quando si è davvero presenti a quello che accade nell’istante che accade.

C’è una grande differenza tra fare i genitori ed essere genitori presenti, presenti fisicamente e mentalmente.

Sono due modalità molto diverse. Essere genitori presenti nel qui e ora ha a che fare con la qualità di ogni istante che viviamo con i nostri figli.

Se ci osserviamo un momento ci accorgiamo che siamo continuamente distratti. Siamo distratti dal fare. Viviamo in una società sempre più frenetica che ci sollecita a riempirci la vita di lavoro e attività varie pur di non fermarci mai. Siamo come in una corsa in cui crediamo di dovere fare sempre più cose, perché questo è il ritmo che la società occidentale ci chiede. E questo modello lo ricevono i nostri figli che dalla mattina presto iniziano con l’obbligo di andare a scuola, poi di fare i compiti, di seguire attività extrascolastiche. Alla fine il tempo da condividere in famiglia si assottiglia sempre di più e poco a poco, con il tempo, il senso di connessione con i propri figli si perde fino a sgretolarsi durante l’adolescenza.

Sì, siamo distratti dal fare. Ma non solo. Siamo distratti dalla tecnologia, dallo stare continuamente con un cellulare in mano che ci rapisce, interrompe continuamente le nostre attività. E se non è il cellulare è un computer che ci isola dalla realtà e ci allontana inesorabilmente da noi stessi e dai nostri figli. E questo modello lo ricevono i nostri figli che imparano per imitazione a interagire con un apparecchio che li connette con sempre più persone, che li intrattiene, che li distrae appunto sconnettendosi sempre di più da se stessi e dall’ambiente che li circonda.

Sì, siamo distratti dal fare e dalla tecnologia. Ma non solo. La nostra più grande distrazione sono i nostri pensieri che continuamente ci portano nel passato fatto per lo più di rimorsi, sensi colpa, rabbie irrisolte o nel futuro dove l’ansia e la preoccupazione la fanno spesso da padrone.

Siamo in presenza dei nostri figli ma in realtà non siamo lì con loro. Siamo altrove.

Stare coi propri figli in presenza è tutta un’altra storia. Ed è la storia che abbiamo vissuto sulla nostra pelle quando ci siamo accorti che la vita dei e coi nostri figli è fatta di istanti, di attimi, di sfumature, come diciamo noi. Presi e distratti dalle cose da fare, dalla velocità nel farle, immersi nei nostri pensieri fatti spesso di preoccupazioni, paure, frustrazioni, rabbie, eccetera…

A un certo punto ci siamo accorti che pur passando molto tempo coi nostri figli in realtà non stavamo con loro. E il segnale di questo era il nostro grado di reattività. Reazioni brusche, indesiderate, piccole e continue tensioni tra di noi e coi nostri figli. Che a un certo punto abbiamo cominciato vedere emergere in loro. Come un copione che si ripeteva e si alimentava. E poi un segnale ancora più evidente e doloroso: abbiamo cominciato ad avvertire in loro piccoli ma dolorosi segnali di chiusura. Fatti di rabbia, risposte abbozzate del tipo “non c’è niente mamma, va tutto bene”, mentre il loro sguardo e la loro espressione dicevano tutt’altro. Tutto questo non aveva senso. E la domanda che ci siamo fatti è stata proprio” Che senso ha fare tante cose con loro e per loro se la qualità del nostro quotidiano è questa?”.

Sapevamo che il punto da cui partire per rispondere a questa domanda eravamo noi. Mamma e papà. In quel momento è iniziato un nuovo viaggio, un viaggio meraviglioso, fatto di impegno e pratica quotidiani. In cui continuamente cadiamo e ci rialziamo. In cui la sensazione di fatica e fallimento lascia sempre più spazio all’inesprimibile gioia nel sentire un senso di connessione e un legame sempre più intimo con loro.

Essere Genitori Qui e Ora per noi significa essere genitori che scelgono di prestare attenzione al momento presente, che quando si distraggono come inevitabilmente accade si ricordano di tornare nel Qui e Ora, stabilendo un contatto sempre più intimo con la propria vita e con quella dei propri figli.

Hai presente una scena al rallentatore dove improvvisamente vedi e senti quello che accade? In cui ci sei, veramente e totalmente presente a quello che accade. Se sei presente a quello che tuo figlio ti dice lo stai ascoltando veramente. Se sei presente a quello che sta facendo, lo stai vedendo veramente.

Un proverbio zen famoso dice di fare una cosa alla volta: Quando cammini, cammina. Quando mangi, mangia. E noi aggiungiamo: quando stai con tuo figlio, stai con tuo figlio.

E quando impari a stare nel momento presente, a osservare quello che accade in te e in tuo figlio, a sentire te e a sentire lui, metti le basi per divenire sempre più competente nel crescere i figli. E non perché stai applicando formule e ricette che ti hanno passato, ma perché impari cosa significa metterti in ascolto. Essere genitori è un “lavoro a giornata”, come scriveva Rilke parlando della dedizione che richiede l’amore. Un lavoro immenso di fronte a cui ci sentiamo spesso smarriti per la moltitudine di problemi che i figli ci mettono davanti.

Se sei in ascolto dei bisogni di tuo figlio, di quello che sente e vive, senza giudizio, stai nutrendo il terreno del sentirti competente e gioioso nel fare il genitore, anche di fronte alle sfide più ardue e apparentemente insormontabili.

Il Genitore Qui e Ora è un genitore che coltiva la presenza, lo stare osservando i pensieri carichi di giudizi e paure che ne possono ostacolare il processo e in questo modo è un genitore in Ascolto di quello che accade nella mente e nel cuore del figlio.

Quest’attitudine lo rende ogni giorno più competente in un compito che è di vitale importanza per la vita dei figli, l’essere genitore.

Ciao, siamo Maria Gabriella e Andrea e con questo progetto, Genitori Qui e Ora, ci proponiamo di accompagnare i genitori nell’ascolto dei sintomi dei propri figli e nell’esplorare i percorsi e modalità di apprendimento più vicine ai loro naturali bisogni e inclinazioni.

Qui e ora è quella modalità dell’essere in cui il passato e il futuro non ti tirano per la giacca dalla loro parte. Il passato facendoti sentire rimorsi e rimpianti. Il futuro facendoti provare ansia, paura e stress.

Questa modalità, se la traduciamo nell’essere genitori, cambia tutto. Proprio tutto. Questa è la nostra esperienza ed è il messaggio che vogliamo portare ai genitori. Perché possano sperimentare cosa significa stare nel momento presente e cosa succede nella relazione coi propri figli quando si è davvero presenti a quello che accade nell’istante che accade.

C’è una grande differenza tra fare i genitori ed essere genitori presenti, presenti fisicamente e mentalmente.

Sono due modalità molto diverse. Essere genitori presenti nel qui e ora ha a che fare con la qualità di ogni istante che viviamo con i nostri figli.

Se ci osserviamo un momento ci accorgiamo che siamo continuamente distratti. Siamo distratti dal fare. Viviamo in una società sempre più frenetica che ci sollecita a riempirci la vita di lavoro e attività varie pur di non fermarci mai. Siamo come in una corsa in cui crediamo di dovere fare sempre più cose, perché questo è il ritmo che la società occidentale ci chiede. E questo modello lo ricevono i nostri figli che dalla mattina presto iniziano con l’obbligo di andare a scuola, poi di fare i compiti, di seguire attività extrascolastiche. Alla fine il tempo da condividere in famiglia si assottiglia sempre di più e poco a poco, con il tempo, il senso di connessione con i propri figli si perde fino a sgretolarsi durante l’adolescenza.

Sì, siamo distratti dal fare. Ma non solo. Siamo distratti dalla tecnologia, dallo stare continuamente con un cellulare in mano che ci rapisce, interrompe continuamente le nostre attività. E se non è il cellulare è un computer che ci isola dalla realtà e ci allontana inesorabilmente da noi stessi e dai nostri figli. E questo modello lo ricevono i nostri figli che imparano per imitazione a interagire con un apparecchio che li connette con sempre più persone, che li intrattiene, che li distrae appunto sconnettendosi sempre di più da se stessi e dall’ambiente che li circonda.

Sì, siamo distratti dal fare e dalla tecnologia. Ma non solo. La nostra più grande distrazione sono i nostri pensieri che continuamente ci portano nel passato fatto per lo più di rimorsi, sensi colpa, rabbie irrisolte o nel futuro dove l’ansia e la preoccupazione la fanno spesso da padrone.

Siamo in presenza dei nostri figli ma in realtà non siamo lì con loro. Siamo altrove.

Stare coi propri figli in presenza è tutta un’altra storia. Ed è la storia che abbiamo vissuto sulla nostra pelle quando ci siamo accorti che la vita dei e coi nostri figli è fatta di istanti, di attimi, di sfumature, come diciamo noi. Presi e distratti dalle cose da fare, dalla velocità nel farle, immersi nei nostri pensieri fatti spesso di preoccupazioni, paure, frustrazioni, rabbie, eccetera…

A un certo punto ci siamo accorti che pur passando molto tempo coi nostri figli in realtà non stavamo con loro. E il segnale di questo era il nostro grado di reattività. Reazioni brusche, indesiderate, piccole e continue tensioni tra di noi e coi nostri figli. Che a un certo punto abbiamo cominciato vedere emergere in loro. Come un copione che si ripeteva e si alimentava. E poi un segnale ancora più evidente e doloroso: abbiamo cominciato ad avvertire in loro piccoli ma dolorosi segnali di chiusura. Fatti di rabbia, risposte abbozzate del tipo “non c’è niente mamma, va tutto bene”, mentre il loro sguardo e la loro espressione dicevano tutt’altro. Tutto questo non aveva senso. E la domanda che ci siamo fatti è stata proprio” Che senso ha fare tante cose con loro e per loro se la qualità del nostro quotidiano è questa?”.

Sapevamo che il punto da cui partire per rispondere a questa domanda eravamo noi. Mamma e papà. In quel momento è iniziato un nuovo viaggio, un viaggio meraviglioso, fatto di impegno e pratica quotidiani. In cui continuamente cadiamo e ci rialziamo. In cui la sensazione di fatica e fallimento lascia sempre più spazio all’inesprimibile gioia nel sentire un senso di connessione e un legame sempre più intimo con loro.

Essere Genitori Qui e Ora per noi significa essere genitori che scelgono di prestare attenzione al momento presente, che quando si distraggono come inevitabilmente accade si ricordano di tornare nel Qui e Ora, stabilendo un contatto sempre più intimo con la propria vita e con quella dei propri figli.

Hai presente una scena al rallentatore dove improvvisamente vedi e senti quello che accade? In cui ci sei, veramente e totalmente presente a quello che accade. Se sei presente a quello che tuo figlio ti dice lo stai ascoltando veramente. Se sei presente a quello che sta facendo, lo stai vedendo veramente.

Un proverbio zen famoso dice di fare una cosa alla volta: Quando cammini, cammina. Quando mangi, mangia. E noi aggiungiamo: quando stai con tuo figlio, stai con tuo figlio.

E quando impari a stare nel momento presente, a osservare quello che accade in te e in tuo figlio, a sentire te e a sentire lui, metti le basi per divenire sempre più competente nel crescere i figli. E non perché stai applicando formule e ricette che ti hanno passato, ma perché impari cosa significa metterti in ascolto. Essere genitori è un “lavoro a giornata”, come scriveva Rilke parlando della dedizione che richiede l’amore. Un lavoro immenso di fronte a cui ci sentiamo spesso smarriti per la moltitudine di problemi che i figli ci mettono davanti.

Se sei in ascolto dei bisogni di tuo figlio, di quello che sente e vive, senza giudizio, stai nutrendo il terreno del sentirti competente e gioioso nel fare il genitore, anche di fronte alle sfide più ardue e apparentemente insormontabili.

Il Genitore Qui e Ora è un genitore che coltiva la presenza, lo stare osservando i pensieri carichi di giudizi e paure che ne possono ostacolare il processo e in questo modo è un genitore in Ascolto di quello che accade nella mente e nel cuore del figlio.

Quest’attitudine lo rende ogni giorno più competente in un compito che è di vitale importanza per la vita dei figli, l’essere genitore.