L’inizio del mio viaggio

Nel mio viaggio che mi ha condotto all’Ascolto profondo dei sintomi sono partita apparentemente da molto lontano. Almeno geograficamente parlando.

Nella mia vita ho goduto di buona salute e non sono mai stata ricoverata in ospedale. Se non ché a 27 anni, improvvisamente, ho cominciato ad avvertire dei fastidiosi mal di testa. Una o due volte al mese. All’epoca insegnavo lettere in un liceo e quando avevo mal di testa cercavo di trovare il modo di farlo andare via prima possibile. Inizialmente ci riuscivo con una buona dose di caffè, poi col tempo l’effetto della caffeina non era più lo stesso e cominciai a ricorrere ad analgesici vari. Non mi chiedevo il perché avessi iniziato da un giorno all’altro a soffrire ciclicamente di mal di testa. Avevo solo urgente bisogno di zittire quel sintomo e di poter lavorare in santa pace! 

Poi la Vita mi ha portata a vivere alcuni anni in Venezuela con il compagno che oggi è mio marito: Andrea. Laureato in filosofia, spirito irrequieto ed esploratore, era sempre stato attratto dalla medicina naturale fin da tempi non sospetti in cui di medicina alternativa non si sentiva quasi parlare. Incontrarlo è stato l’inizio del mio aprirmi ad altre visioni e possibilità.  

Nel 1998 siamo partiti per il Venezuela con il sogno di aprire un piccolo centro olistico. Nel giro di poco una serie infinita di coincidenze ci mise sulla strada giusta Ogni giorno capitavano incontri decisivi per quel che poi abbiamo sviluppato: una Granja Holistica. Fin dalle prime settimane ci capitò di leggere un libro messoci in mano da un ragazzo californiano ex-alcolista. Un libro che ci ha accompagnati durante tutto il periodo di ricerca di una terra adatta al nostro progetto. Si intitolava “Anatomy of the spirit” (Anatomia dello Spirito) di una certa  Caroline Myss di Chicago. Molto conosciuta nel mondo anglosassone.  Un libro che ha cominciato a mettermi un prezioso dubbio: “e se il nostro corpo fosse strettamente connesso con ciò che proviamo, con ciò che pensiamo? E se i nostri sintomi non si manifestassero solo per caso o per sfortuna o per eredità genetica?” 
Caroline Myss è definita un medico intuitivo (medical intuitive). Iniziò come giornalista di professione, allergica a ogni cosa che puzzasse di new age, si è poi trovata addosso verso i trent’anni una capacità intuitiva che l’ha portata a percepire la causa emozionale e spirituale della malattia. E la puzza di new age non se l’è più tolta! Un famoso medico americano, Norman Shealy, studioso rigoroso dei grandi sensitivi viventi americani come Olga Worral, le chiese una collaborazione stretta per tastare  la precisione delle sue diagnosi intuitive che risultarono poi incredibilmente precise. Lui la chiamava per telefono dal suo studio con il suo paziente davanti, a migliaia di chilometri di distanza da dove si trovava la Caroline Myss. Le forniva solo il nome e l’età del paziente. Lei intuiva immediatamente la causa di quel sintomo. Dettava la sua diagnosi “medica” che sembrava vedere come in un sogno.  Ma oltre a una semplice diagnosi clinica a livello fisiologico vedeva gli episodi scioccanti della vita di quella persona, fino a percepirne anche le implicazioni spirituali. Insomma, robe proprio strane che sentivo per la prima volta ma che in qualche modo risuonavano con corde profonde del mio essere.
Ricordo che insieme leggevamo quel libro durante il nostro peregrinare venezuelano, e spesso piangevamo di commozione… Qualcosa stava capitando dentro di me. Dentro di noi.

Intanto il mio mal di testa continuava e si stava trasformando sempre più in emicrania. Iniziavo a farmi delle domande senza accontentarmi degli analgesici che cominciavano a fare sempre meno effetto.

La nostra esperienza di quasi cinque anni in Venezuela è stata costellata da tanti incontri  legati alla medicina naturale, alla medicina energetica e a “chi più ne ha più ne metta”. In Venezuela gli approcci alternativi sono molto diffusi perché la cultura indigena è ancora molto presente, ovunque incontri negozietti improbabili di prodotti naturali o di cucina vegetariana, nelle campagne trovi curanderos (guaritori) di ogni tipo e specie. Così ho cominciato a prestare attenzione alla mia alimentazione, diventando vegetariana, e a sostituire gli analgesici allopatici con erbe e prodotti fitoterapici. A volte mi aiutavano, altre no.


La “terra promessa” l’abbiamo poi trovata sulle Ande, a Mèrida, nell’Aldea San Luis. In un parco naturale. Una zona che con gli anni scoprimmo essere considerata da certi ambienti “new age” un centro energetico importante: il settimo chakra della terra in cima alla spina dorsale della cordillera delle Ande che attraversa tutto il continente sudamericano. Lì, negli anni, erano sorte varie comunità spirituali ed era diventata dimora di diversi artisti venezuelani e stranieri. Per la solita serie di coincidenze finimmo per diventare proprietari di un ex monastero trappista con 45 ettari di terra e boschi. Ci dovemmo rimboccare le maniche per ricavarne dodici stanze per gli ospiti, una bella sala per seminari nella ex cappella, un orto biologico. Il sogno di aprire un piccolo centro olistico sembrava in fase di realizzazione.  

La mia scoperta della medicina naturale continuava, e si affiancava all’esperienza diretta di una medicina spirituale, sciamanica, dei curanderos del posto. Sia io che Andrea abbiamo fatto esperienza diretta per alcuni sintomi che sono comparsi in quegli anni: il fuoco di Sant’Antonio, parassiti intestinali ritenuti letali dai medici del posto, una frattura (composta) della caviglia, un morso altamente infettivo di un bradipo a una mano. Immersi in quel mondo era molto normale trovare soluzioni alternative!

A quel punto la mia visione della malattia e della guarigione era cambiata, tuttavia la mia emicrania continuava. Anzi aumentava, nel senso che durante le crisi il dolore era accompagnato da forte nausea e vomito. In questo modo il mio corpo non mi permetteva più di assumere alcun analgesico, allopatico o naturale, perché anche solo un po’ d’acqua mi procurava il vomito. Ritornavano così alla memoria le pagine del libro della Caroline Myss in cui spiegava in modo così appassionante come “la tua biografia diventi la tua biologia”. In quel periodo, ricordo, mi cominciò a sorgere il dubbio: “e se la soluzione così come la causa della mia emicrania fosse dentro di me?” 

Nel frattempo, la situazione politica, economica e sociale del Venezuela stava rapidamente e pericolosamente deteriorandosi. L’infiltrarsi della guerriglia colombiana nella nostra regione pur lontana dal confine e ci fece lasciare improvvisamente e definitivamente il Paese. 

Tornammo in Italia, a fine 2003, per ripartire da capo. Accompagnata da quella domanda: “e se la soluzione così come la causa della mia emicrania fosse dentro di me?” 

 Da lì a poco le risposte cominciarono ad arrivare. A partire dal libro di Lise Bourbeau “Ascolta il tuo corpo” e da lì a poco l’incontro con la Claudia Rainville e la Metamedicina. Da quell’incontro è iniziato il mio cammino verso la guarigione e la mia formazione sulla ricerca e l’ascolto della causa profonda della cosiddetta malattia.

Cammino che è stato coronato negli anni da preziosi incontri con quelli che considero maestri in tema di guarigione che ho seguito in Italia e all’estero. Anni di studi, di ricerca e soprattutto di esperienza sulla mia pelle.

La mia vita è gradualmente cambiata, insieme alla mia professione. Oggi faccio ciò che amo veramente: guido le persone nell’Ascolto di sé a partire dall’Ascolto dei loro sintomi, dei loro disagi, o delle difficoltà che la Vita presenta loro.

Mi sono ormai dimenticata dell’emicrania,  ho avuto nel corso degli anni qualche accenno, ma ho potuto riconoscerne  ogni volta la causa e a sentire che quel sintomo mi stava risvegliando in modo sempre più profondo a contattare me stessa, la mia natura e a esprimerla e manifestarla nella mia vita. 

A oggi un senso di gratitudine verso la mia emicrania mi accompagna. Un senso di gratitudine verso il mio corpo ogni volta che manifesta un sintomo. La consapevolezza che quel sintomo è un richiamo. Un richiamo dell’anima. Un’opportunità per entrare sempre più profondamente in contatto con il mio sé e con il suo bisogno di manifestarsi per quello che è. 

Non mi sento arrivata né di avere una verità in mano. Sono in cammino. E mi godo ogni tappa del cammino, pur con le prove che inevitabilmente mi presenta.

Oggi sono madre da più di dodici anni e aver fatto pace con la cosiddetta malattia fa da sfondo al modo con cui aiutiamo i nostri figli a crescere.

I loro sintomi sono per noi una guida, un richiamo, un invito ad ascoltare un bisogno, un disagio, una difficoltà che i nostri figli vivono e il loro corpo manifesta. 

Il mio viaggio continua, e Genitori Qui e Ora ne costituisce una tappa meravigliosa.

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