Il METODO ENIA per stare MEGLIO nella vita a partire dal corpo

Il metodo ENIA è il metodo che ho ideato e che utilizzo nel guidare le persone nell’Ascolto profondo dei sintomi.

Il metodo ENIA permette di instaurare un dialogo coi tuoi sintomi e metterti in Ascolto della disarmonia che stanno manifestando per stare meglio nel corpo e nella vita.

La parola enia non ha propriamente un suo significato ma si pronuncia come la parola enya che significa “nocciolo, essenza” e che esprime l’obiettivo che si pone il metodo ENIA: permetterti grazie all’Ascolto dei sintomi di contattare sempre più in profondità la tua “essenza”, il tuo “nocciolo” e in questo modo divenire, ogni giorno di più, artefice del tuo star meglio nella tua vita e di conseguenza nel tuo corpo.

Il metodo ENIA non è una cura, né una terapia e non propone nessuna forma di diagnosi. Va da sé che utilizzare il metodo ENIA non implica nel modo più assoluto interrompere o modificare eventuali cure da te intraprese. E nemmeno le ostacola. Essendo qualcosa di molto diverso da una cura o una terapia, puoi utilizzare il metodo ENIA contemporaneamente ai percorsi di cura che eventualmente hai intrapreso.

Il metodo ENIA non è un pronto soccorso. E non funziona se hai fretta, fretta di non avere più il sintomo, di eliminarlo.

Permetterti di incontrare te stesso e la tua essenza e stare meglio nella tua vita è l’obiettivo del metodo ENIA.

Chiarire questo obiettivo è importantissimo se no si rischia di usare l’Ascolto per togliersi dai piedi il sintomo, per non averlo più.

E’una sottile differenza ma sostanziale.

L’esperienza mi ha insegnato che Ascoltare i propri sintomi potrebbe alla fine ridursi con il trovare un modo per combatterli, zittirli, eliminarli.

E questa precisazione è delicata e importante, perché voglio evitare che anche tu cada in questa confusione.

Quello di cui mi sono accorta in tanti anni di esperienza nell’accompagnare il processo di Ascolto dei sintomi è che spesso (non sempre, per fortuna!) l’obiettivo della persona era esclusivamente eliminare il sintomo. Comprensibile, indubbiamente. Soprattutto quando i sintomi provocano molto dolore o limitano il movimento e in generale quando condizionano le relazioni e la vita della persona.

Mi ci sono voluti anni per accorgermi delle implicazioni di avere questo unico obiettivo: non lo voglio più questo (maledetto) sintomo!

Se l’obiettivo è eliminare il sintomo vi è dentro di te una tensione che può diventare un vero e proprio ostacolo. E spesso l’ho riscontrato.
Aiutami, non ce la faccio più con questa psoriasi!” è una richiesta comprensibile e degna di tutto rispetto, ma è una richiesta che porta con sé un rifiuto del sintomo, un fastidio e una rabbia, e spesso la paura.

Io stessa ne ho fatto esperienza con quel dolore lancinante alla testa che condizionava alcune delle mie giornate: mi metteva a letto, e quello che volevo era solo riuscire a dormire per non sentire il dolore e a un certo punto  trovare il modo di liberarmi vomitando.

Dopo un po’ di anni ho smesso di usare i farmaci contro quel male alla testa tanto il corpo li rifiutava attraverso il vomito. E così sono andata alla ricerca di un nuovo modo per eliminare, possibilmente per sempre, quel dolore. Io quei sintomi non li volevo più, li odiavo e li maledivo. All’inizio non mi sono accorta che cercare una soluzione attraverso l’Ascolto in fondo era in fondo un altro modo per combatterlo.

Dialogare con il mio sintomo è stata tutta un’altra cosa.

Entrare in dialogo il sintomo significa per farsi guidare, passo dopo passo, pazientemente.

E’ come quando invece di prendere a pugni l’altro, deponi le armi, non cerchi più di avere ragione e basta e ti apri al dialogo, disposto a metterti in discussione, a cercare di comprendere l’altro abbandonando la rabbia, il risentimento, l’insofferenza e connettendoti con l’energia dell’Amore e della compassione. 

In questo modo la tua relazione con il tuo sintomo cambia profondamente. 

Non hai più fretta, non sei più arrabbiato. Sei consapevole che quel sintomo ti porterà a incontrarti, a incontrare la tua essenza e fino a quando questo non avviene… pazientemente il sintomo continuerà a portare alla luce una disarmonia, un disallineamento. 

Ascoltare un sintomo significa entrare in dialogo con lui, un dialogo quotidiano, in cui tu gli parli e lui ti parla, lui ti ascolta e tu lo ascolti. Quando la vivi è un’esperienza incredibile. Nel momento in cui riesci a instaurare quel dialogo non hai più fretta di farlo passare, non sei più arrabbiato con lui, smetti di provare fastidio nei suoi confronti. Diventi amorevole e compassionevole, verso di te e verso di lui. Lo senti un prezioso compagno di viaggio, il viaggio verso te stesso, verso la tua essenza. Diventi consapevole che lui, il sintomo, ti sta pazientemente accompagnando ad accettare quello che è stato e a conoscere chi sei veramente, per entrarci in relazione ed esprimere la tua essenza.

Questo nuovo atteggiamento mi ha permesso quando per esempio mi è successo che il mal di testa si è manifestato nuovamente di accoglierlo, consapevole che non è che l’ascolto non aveva funzionato. Anzi, semplicemente il dialogo continuava. I sintomi stavano ancora richiamando la mia attenzione, mi stavano riorientando,  mi indicavano il Nord, quel luogo di connessione con il mio sé, con la mia essenza.

La grande svolta è stata iniziare a benedirli, invece di maledirli e a cercare il dialogo con loro.

Il metodo ENIA, come vedrai, ti insegna questo: a entrare in dialogo coi tuoi sintomi, benedicendoli e ringraziandoli.

Il punto di partenza del metodo è l’Ascolto dei sintomi. Il punto di arrivo è l’incontro con la tua essenza e la sua manifestazione nella tua vita.

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